Conosciuta e ricercata per il suo retaggio storico-monumentale, la zona matildica è anche un luogo di straordinario valore paesaggistico e ambientale, proprio in virtù di uno sviluppo insediativo e produttivo che ha solo sfiorato i colli di Matilde, attestandosi piuttosto nella sottostante pianura, e non li ha stravolti nei loro valori di naturalità. Il paesaggio che circonda i castelli non doveva essere molto diverso da oggi al tempo in cui lo attraversavano cavalieri, soldati, dignitari, imperatori e papi.

Attualmente è in corso un’opera di valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di coniugare le ricchezze ambientali e le testimonianze storiche, organizzando l’offerta anche in funzione di una fruizione alternativa, come quella degli appassionati di trekking a piedi, a cavallo o in mountain bike.Tra gli itinerari individuati vi è il Sentiero Matilde, che segue l’antico percorso alto medievale, variante della via franchigena, che dallo sbocco dell’Enza, portava nel cuore del dominio dei Canossa, ai castelli di Rossena, Canossa, Sarzano, Carpineti, fino a Toano e si dirigeva verso il crinale al Passo delle Forbici, per poi scendere verso i possedimenti toscani.

Presso Quattro Castella si trova l’Oasi del Bianello, una minuscola area protetta di 125 ettari con circa 130 specie di uccelli. I vulcanetti della sorgente salsa di Regnano a Viano, rappresentano un fenomeno naturalistico a sè, con emissioni di acque miste a gas metano, idrogeno solforato e idrocarburi. Per gli appassionati speleologi, la Tana della Mussina è un interessante percorso sotterraneo di formazione carsica, alle spalle di Borzano di Albinea.

Nella pianura, si estende la Riserva naturale delle casse di espansione del Secchia a Rubiera, su una superficie di circa 260 ettari. Situata al centro del conoide del fiume Secchia, conserva elementi tipici dell’ambiente acquatico. La fauna comprende anfibi, rettili, pesci, uccelli e mammiferi. L’oasi di Marmirolo è un bellissimo esempio di rinaturazione di cava, a poca distanza dalla città e dalla via Emilia. Molte specie di uccelli utilizzano l’oasi come rifugio e area riproduttiva: si notano, tra gli altri, l’airone cinerino, il martin pescatore, la cannaiola e numerosi anatidi. Da segnalare la Riserva naturale di Corte Valle Re a Campegine, che protegge uno degli ultimi sistemi di fontanili perenni rimasti in provincia. Nell’area umida prosperano popolazioni vegetali rigogliose in ogni periodo dell’anno; sono censite 91 specie di uccelli e oltre 15 di mammiferi.

Nella bassa reggiana, le Valli di Novellara rappresentano una grande zona di bonifica recente. L’area spondale del Po offre zone naturalistiche e paesaggistiche di grande pregio. In particolare nel Guastallese, abbiamo la golena, con suoli limoargillosi e sabbiosi. L’isola di San Simeone a Guastalla, formatasi negli anni ’50, si è saldata alla terraferma attraverso una lanca soggetta a inondazione saltuaria. Prevalgono le specie climatiche dell’ambiente padano, il pioppo nero e il salice bianco.

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