Città a misura d’uomo, da sempre in vetta alle classifiche delle città più prospere e “vivibili” della nazione, Reggio Emilia è conosciuta per l’alto livello dei servizi, celebri in tutto il mondo le scuole materne del Comune, e per l’operosità e l’ingegno dei suoi abitanti.
I prodotti industriali e artigianali di Reggio sono diffusi e apprezzati ovunque: dall’agroalimentare, alla moda, alla meccanica agricola.

Reggio Emilia è meno nota , invece, per il suo pur notevole patrimonio artistico e storico e per la gradevolezza del suo centro storico, racchiuso nell’esagono dei viali che seguono il tracciato delle vecchie mura, ora scomparse.

Reggio nasce all’inizio del II sec. a.C., come città romana, fondata dal console romano Marco Emilio Lepido e gli edifici più antichi risalgono al Medio Evo.

La Cattedrale, di chiara impronta romanica, presenta sulla facciata pregevoli sculture rinascimentali. Il vicino Battistero, di recente restauro, consente di ripercorrere una vicenda architettonica che va dal più antico medioevo al ’400. La Torre del Palazzo del Monte, il suggestivo Palazzo del Capitano del Popolo, la trecentesca Torre dei Sessi in vicolo Trivelli, insieme alla svettante Torre del Bordello, rappresentano i primi monumenti di edilizia civile.

Su “piazza piccola”, il cuore della città, si affaccia la cinquecentesca Chiesa di S. Prospero, Patrono di Reggio, mentre a fianco svetta, incompiuta, l’ottagonale torre campanaria. Stupendo monumento del primo seicento è la grande Basilica della Madonna della Ghiara che conserva, oltre a una tela del Guercino, opere dei migliori artisti emiliani dell’epoca. Il periodo barocco è testimoniato, tra gli altri monumenti, dalle chiese di S. Giorgio, di S. Girolamo e dall’Oratorio del Cristo.
Alla seconda metà del ’700 risale la Sala del Tricolore, annessa alla Sede Municipale, dove il 7 gennaio 1797, a testimonianza di una passione civile e politica che ha sempre caratterizzato la città, ebbe i natali la bandiera tricolore, vessillo dell’allora Repubblica Cispadana.

Il secolo seguente, che vede la città partecipe dell’atmosfera risorgimentale, trova il suo simbolo più appariscente nel bellissimo Teatro Municipale, oggi intitolato allo scomparso artista reggiano Romolo Valli. Esso evidenzia, unitamente al più antico Teatro Ariosto, una radicata civiltà teatrale, valorizzata dall’attuale gestione pubblica.

Per chi volesse ripercorrere le vicende storiche della città, i musei di Reggio costituiscono un punto di riferimento obbligato. La principale struttura conservativa sono i Civici Musei, i cui reperti spaziano dall’archeologia alla storia naturale, con le raccolte del grande scienziato Lazzaro Spallanzani e alla pittura, ospitata nell’annessa Galleria intitolata ad Antonio Fontanesi.
Da visitare anche il Museo del Tricolore, presso la Torre del Bordello e il Museo della Basilica della Madonna della Ghiara. La Galleria Parmeggiani raccoglie importanti dipinti e raccolte di arti minori.

La via Emilia, strada di rappresentanza, è il cuore commerciale della città e anche il suo “salotto”: sembra una grande vetrina dove si susseguono chiese, palazzi, mercati e bei negozi. Sono circa 1400 m di percorso quasi rettilineo, spezzato dallo slargo di piazza Cesare Battisti, detta anche piazza del Monte, con bella pavimentazione che collega porta S. Pietro a levante con porta S. Stefano a ponente. La strada è fiancheggiata in buona parte, sul lato meridionale, da case porticate.

I portici, un tempo esistenti anche sul corrispondente lato settentrionale, sono stati demoliti agli inizi dell’800 e le case rifatte con una interessante cortina neoclassica. Simile, ma priva di portici e meno frequentata, è la via Roma, che conduce ai vecchi quartieri popolari di “Borgo Emilio” e alla medievale porta S. Croce.

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